
Che tu stia annegando i tuoi dispiaceri in una vaschetta di gelato o che tu stia divorando un intero pacco dei tuoi biscotti preferiti, non c'è dubbio che mangiare sia terapeutico. Ma davvero in tanti possono affermare che sbattere le uova, montare la panna, preparare l’impasto dei biscotti, o insomma cucinare in generale, in tantissime occasioni sia davvero terapeutico.

Mentre qualsiasi nonna del sud probabilmente direbbe che non c’era di certo bisogno di uno studio sul fatto che cucinare faccia bene all'anima, un indagine fatta su un campione di persone ha rilevato che grazie a delle lezioni di panificazione, i partecipanti al test hanno aumentato la fiducia in se stessi e hanno acquisito una maggiore concentrazione. Un altro studio ha rivelato che la creatività in cucina può rendere le persone più felici. Questo studio, pubblicato su una rivista di psicologia Americana afferma che le persone che intraprendono spesso piccoli progetti creativi in cucina riferiscono di sentirsi più rilassate e più felici nella loro vita quotidiana. I ricercatori hanno seguito 658 persone per circa due settimane e hanno scoperto che i piccoli lavoretti giornalieri in cucina hanno reso il gruppo più entusiasta delle loro attività già il giorno successivo.

Essere creativi giusto un po’ di tempo ogni giorno faceva sentire le persone come se stessero "fiorendo", un termine psicologico che descrive la sensazione di crescita personale e per questo motivo c’è un crescente interesse nella ricerca psicologica riguardo la creatività associata alla cucina.
Cucinare può essere sensazionale per il tuo benessere emotivo tanto che oggi i terapisti raccomandando spesso corsi di cucina come un modo per curare la depressione e l'ansia, così come i disturbi alimentari e la dipendenza . Cucinare difatti può aiutare "ad alleviare lo stress, aumentare l'autostima e frenare i pensieri negativi concentrando la mente sul seguire una ricetta".
Gli psicologi ritengono che cucinare e cuocere al forno siano terapeutici perché si adattano a un tipo di terapia nota come "Behavioral Activation". Queste attività alleviano la depressione "favorendo il comportamento orientato agli obiettivi e frenando la procrastinazione". Cucinare può aiutare le persone a concentrarsi su un compito, il che può dare loro un senso di potere e controllo che potrebbero non avere da soli nella loro vita quotidiana al di fuori della cucina. È come se chi sta in cucina pensasse :"Quando sono in cucina, misuro la quantità di zucchero, farina o burro di cui ho bisogno per una ricetta o rompo il numero esatto di uova, ho il controllo”. Questo è un aspetto davvero importante in quanto un elemento chiave nella condizione di chi magari vive una sensazione di non controllo".

Quando cucini, devi essere costantemente concentrato, preparando gli ingredienti, mescolando gli impasti (o qualunque cosa tu stia cucinando), aggiustando il condimento, monitorando il processo di cottura: tutte tecniche utili per tenere la mente lontana dalle cose sulle quali è meglio non concentrarsi. È un po’ come la meditazione, ma con risultati più gustosi e può essere molto utile nel trattamento di alcune forme di malattia mentale. Per farla breve cucinare è il massimo perché è rilassante, consapevole, creativo e ti impedisce di soffermarti sulle cose futili della vita ed il tuo unico pensiero dovrà essere quello di non bruciare i biscotti che hai appena infornato.
Inoltre, mentre cucinare per te stesso può offrire molti vantaggi lenitivi e potenzialmente deliziosi, quando cucini per altre persone c'è un ulteriore vantaggio. Vale a dire che cucinare per gli altri ti permette di connetterti alla tua comunità e ti fa sentire come se stessi fornendo un servizio necessario e utile. Mentre una qualsiasi forma di volontariato o altruismo può far sentire le persone felici e connesse con gli altri , cucinare per gli altri in più aiuta le persone a soddisfare anche un bisogno e questo è davvero importante. Perché dare agli altri ci appaga in tanti modi, e ancor di più quando si cucina perché l'alimentazione soddisfa un bisogno di sopravvivenza, e quindi la nostra sensazione di appagamento non viene solo dal bene dell'atto di donare, ma anche dal fatto che abbiamo "aiutato" in un modo molto primordiale.
Dunque attraverso la combinazione di produzione creativa, consapevolezza e senso di controllo, cucinare per se stessi o per gli altri può essere un enorme vantaggio per il proprio benessere mentale, anche se probabilmente le nostre nonne lo sapevano già.



